Danila Fruci

Danila-Fruci

Danila Fruci

Danila Fruci, romana con origini calabresi, tenace ed appassionata, famosa per il suo sorriso che discolpa la sua puntigliosità!
Classe 92 , si dice così no?! eppure nel teatro non smetti di avere 5 anni e salti ad averne 90. Sarà per questo che dal 2007 svolge con costanza attività teatrale, famelica di ricerca espressiva, dalla musica alle arti figurative, fin dai primi anni di vita!
Nel 2014 si diploma a Teatro Azione, scuola in cui ha modo di studiare (tra gli altri) con i registi Paolo Zuccari, Kira Ialongo, Isabella Del Bianco, Raffaele Verzillo e Valentino Villa. Con quest’ultimo particolarmente illuminante sarà l’allestimento dello spettacolo “Peccato che fosse…” di John Ford dell’anno successivo al diploma.
Recita principalmente a Roma, (Teatro Trastevere,  Le salette, La Visitazione, India, Galleria Porta di Roma,Teatro degli audaci, Teatro Arcobaleno, San Genesio, Teatro Marconi … ) dimostrando molta versatilità attoriale. 
Vogliosa di continuare ad affinarsi come attrice e sempre più curiosa di mettere in scena progetti propri, alterna la partecipazione a vari laboratori (per esempio danza teatrale di Ivan Ristallo o quello su Zio Vanja tenuto da Filippo Gili), ai primi esperimenti di regia del 2016. In particolare Trovarsi di Pirandello e Bioparco, adattamento misto liberamente tratto da vari autori. 
Nello stesso anno, vincendo la borsa di studio per merito nella scuola di cinema Sentieri Selvaggi,  inizia a studiare sceneggiatura ed a insegnare teatro a giovani e anziani appoggiandosi a diverse associazioni.
E’ una di quegli insegnanti che ha colto quanto ogni allieva le trasmette e la ispiri, anche per i saggi-spettacoli che scrive e dirige con la collega Antonella Di Giosa.

Attualmente fa parte della compagnia Abraxa e gira con lo spettacolo itinerante I volti di Faust, diretto da Emilio Genazzini. 
Da più di 8 anni lavora con bambini e ragazzi, convinta della forza della didattica esperienziale e dell’empatia. Fautrice, inevitabilmente, del gioco teatrale, che reintegrando l’attenzione e la leggerezza, rende accessibili nuovi punti di vista e stimola, infanti e adulti, a voler conoscere. A voler capire.
Senza giudicare. Senza giudicarsi.